Chi siamo

Il gruppo di lavoro del CIRSEU è costituito da docenti e studiosi dell'Eurasia affiancati da una schiera di giovani laureati e dottori di ricerca che proseguono i loro studi in ambito internazionale. Abbiamo già concluso, da alcuni anni, una ricerca sull’idea di impero in Russia. Tale indagine ha avuto come obiettivo quello di portare alla luce aspetti poco noti, o meglio poco studiati, di quell’area geografica ponte tra Europa e Asia, tra popoli diversi le cui peculiarità statali e sociali sono state per secoli motivo di lotte/integrazione. Il primo risultato di questo studio sta portando alla pubblicazione del primo volume de “I Quaderni del Cirseu” dal titolo Russia, l’impero (Edizioni Libellula, 2013) a cura di Francesco Randazzo e vede la partecipazione di numerosi studiosi italiani e stranieri, alcuni dei quali già conosciuti dalla comunità scientifica nazionale per aver pubblicato studi settoriali di alto profilo scientifico: Orlando Figes, Giovanni Codevilla, Pierre Gonneau, Ivan Foletti, Stefano Caprio, Oleg N. Mis’ko, Igor L. Nabok, Ljudmila K. Riabova, Marina S. Samarina, Igor Ju. Shaub, Lucina Giudici, Diana Šendrikova, Francesco M. Verrina Bonicelli.

Un secondo volume de “I Quaderni del Cirseu” dal titolo Il Congresso di Vienna. Storia, diplomazia e politica (Edizioni Libellula, 2014) ha indagato le ragioni di un Congresso che ha cambiato le sorti dell’Europa e determinato equilibri nuovi nell’intero sistema delle relazioni internazionali. Tale evento, a duecento anni dalla sua commemorazione, ha visto studiosi italiani e stranieri misurarsi con un tema tutt’oggi al centro degli studi internazionali poiché evento che rappresenta lo spartiacque tra l’età moderna e quella contemporanea, tra le vecchie monarchie e le nuove realtà nazionali in via di costituzione. Hanno partecipato a questa seconda ricerca gli studiosi Marie-Pierre Rey, Nicola Neri, Fausto Proietti, Chiara Coletti, Umberto Castagnino Berlinghieri, Haris Dajč, Ildikó Éva Gelencsér, Nikola Samardzic, Filippo Maria Troiani.

Il successivo progetto di ricerca (2015) vedrà il Centro confrontarsi con lo studio della storia e delle tradizioni del Kazachstan in collaborazione con l’addetto culturale dell’Ambasciata di suddetta Repubblica a Roma e il Consolato onorario della Repubblica del Kazachstan nella Regione Umbria e il Mae (Ministero degli Affari Esteri). L’iniziativa che tende a far conoscere questo ex paese sovietico di area euroasiatica alla nostra comunità locale e nazionale vedrà coinvolti altri soggetti scientifici e industriali presenti sul territorio umbro con l’obiettivo di rendere più agevole il punto di incontro tra ricerca locale, cultura “straniera” e mondo imprenditoriale. A tal fine sarà cura del Centro sviluppare tre canali di intervento: culturale (attraverso la pubblicazione di una monografia sul Paese asiatico in questione, l’organizzazione di Seminari internazionali in collaborazione con altri soggetti italiani ed europei, percorsi culturali che spaziano a 360 gradi sulla realtà kazaka); economico (con incontri periodici e tavole rotonde tra agenti culturali, imprenditori ed Enti locali e istituzionali): politico-sociale (con dibattiti pubblici e lavori di ricerca sul ruolo delle élite nazionali nella trasformazione dei recenti processi politici in area ex sovietica e asiatica). Contemporaneamente sarà organizzato presso l’Università di Perugia un Seminario internazionale sul tema “Le relazioni internazionali nell’area eurasiatica: temi e prospettive” che confluirà nella pubblicazione di un volume che ne raccoglie i contributi.

Un altro progetto (2015-2016) ha per oggetto lo studio della modernizzazione storico-urbanistico-ambientale della metropoli di epoca sovietica e post-sovietica e delle cosiddette periferie europee. Il progetto vedrà coinvolti i seguenti Istituti universitari europei: l’Università Babes Boljay di Cluj Napoca (Romania), l’Università Alexander Cuza di Targu Mures (Romania), l’Università Statale di San Pietroburgo, la Società Dante Alighieri di S. Pietroburgo, l’Istituto di studi antropologici e urbanistici dell’Università moldava di Kiscinëv, l’Università Eurasiatica Statale di Astana (Kazachstan), l’Istituto di studi geopolitici di Ankara, l’Accademia italiana di Tiblisi (Georgia), l’Università Statale di Tirana. Altri partner saranno invitati a contribuire al progetto.

Il terzo e ultimo progetto del triennio (2016-2017) riguarda una monumentale ricerca, che sarà condotta per lo più presso archivi esteri dell’area eurasiatica, sulla Rivoluzione russa a 100 anni dal suo scoppio. Lo studio vedrà impegnati tutti i componenti del Centro che dovranno misurarsi con la vasta documentazione presente nei vari archivi di Stato e privati di diversi paesi quali la Federazione russa, i paesi del Caucaso, le Repubbliche asiatiche, l’Ucraina, i paesi Baltici, la Finlandia, la Cina, ecc. e avrà come obiettivo la realizzazione di un Convegno finale nel quale confluiranno gli esiti delle ricerche di studiosi italiani ed europei con la successiva pubblicazione degli Atti.